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Informazioni

Zhineng Qigong.

Che cos’è il Qigong e perché lo pratichiamo.

Pubblichiamo un estratto scritto da Andrea Panatta che spiega in modo molto chiaro cos’è il Qigong.

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Perché il qigong?

Sono ormai molti anni che mi dedico ad attività legate alla cosiddetta “energia”. Nel corso degli anni ho studiato e praticato diverse discipline, alcune più note e altre meno, che vengono definite “energetiche”; tralascerò i loro nomi perché non ritengo utile sapere di quali si trattasse. Ciò che ritengo invece utile sapere è che molte discipline che oggi vengono proposte come mezzi per ottenere la guarigione, l’apertura del terzo occhio e altri obiettivi simili sono in realtà piccoli frammenti, a volte molto incompleti, di qualcosa che si chiama Qigong: praticato in Cina (ma, in altre forme, anche in numerosi altri paesi) da moltissimo tempo, e di cui solo ora stiamo scoprendo l’esistenza, l’uso e l’utilità.

Proprio a causa della diffusione delle terapie energetiche — visti i risultati altalenanti e le promesse non sempre mantenute dai vari maestri e guru di tali discipline, e data la mia innata indole di ricercatore — ho ritenuto importante approfondire la natura di questo Qi o Prana, di cui si parlava tanto e di cui le persone recitavano quasi a memoria piccole formule tratte da questo o quel libro. Ciò mi ha portato alla scoperta di vari sistemi molto potenti ed efficaci per lavorare con questo Qi (energia).

Essendo un appassionato di “fenomeni psichici”, un giorno mi sono imbattuto in un libro sulla cosiddetta guarigione psichica (ovvero la capacità di influenzare il corpo con la mente) che consigliava, tra le altre cose, di dedicarsi a una forma di Qigong come disciplina interna per mantenere e accrescere le proprie capacità di “visione” e “controllo” della materia e dell’energia. Cercando qua e là su Internet ho trovato numerose risorse molto valide; la curiosa coincidenza è stata che, tra i DVD di una disciplina energetica che stavo studiando in quel periodo, mi è arrivato dagli Stati Uniti anche un DVD con la descrizione completa di una raffinata forma di Qigong. Per me è stato un messaggio chiaro: dovevo iniziare a dedicarmi a questa attività.

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La coltivazione dell'energia

Pratica di Zhineng Qigong a Lampedusa

Il qigong — nello stile che sto studiando attualmente, lo Zhineng Qigong, al quale sto dedicando quasi tutte le energie della mia ricerca — rappresenta per me la quintessenza e il compimento di ciò che chiamiamo “lavoro su se stessi”. Il Qigong, che potremmo tradurre come «coltivazione dell’energia», significa che ogni giorno, per un discreto lasso di tempo (da 45 minuti a 3 ore o più), rivolgiamo la nostra attenzione verso l’interno, dirigendola verso il nostro interno, per lavorare e perfezionare ciò che viene chiamato il nostro sistema energetico: quell’intreccio di canali, punti, accumulatori e flussi che sostiene, crea e caratterizza il nostro corpo fisico e sottile.

Ciò ha l’effetto di guarire il corpo fisico, di accrescere le nostre capacità psichiche e di condurci più in là nel nostro stato di centratura, intensità ed evoluzione. Lo facciamo attraverso esercizi apparentemente semplici, alcuni dinamici, altri statici, il cui potere e la cui efficacia non sono immediatamente percepibili, poiché i primi effetti del lavoro si manifestano al di sotto del livello della coscienza. E a volte sono esercizi difficili.

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Non è una scorciatoia, ma un vero e proprio lavoro

Il qigong non è certo un’attività rilassante: è come dover arare una quantità infinita di acri di terra o bonificare una palude, almeno all’inizio.

Il qigong non serve a canalizzare falsi angeli o guide che ci rassicurano dicendoci che siamo uno, che siamo pace, che siamo Dio — al contrario. C’è del lavoro da fare, bisogna darsi da fare con le posizioni, i movimenti, la concentrazione, lo studio dei testi e della teoria, e nell’imporsi disciplina. Ma alla fine i risultati arrivano. Alcuni sintomi scompaiono. L’energia cresce a dismisura: ci stanchiamo sempre meno, mangiamo meno e abbiamo più forza, siamo intuitivi, freschi, nessuna difficoltà ci mette al tappeto. La mente e le emozioni si placano, e iniziamo davvero a «vedere» qualcosa di più — non come una promessa definitiva per la quale sborsare migliaia di euro per un corso di un fine settimana, ma come risultato di un lungo lavoro su se stessi.

Prendiamo coscienza dell’energia come di un fatto reale e non immaginario. Ci rendiamo conto che ci accompagna per tutto il giorno, percepiamo il campo del Qi come qualcosa che ha una consistenza e un’importanza non solo per noi stessi, ma per tutti coloro che ci sono vicini e intorno a noi; e, in definitiva, comprendiamo di far parte di un “tutto”, di un “sistema”, e che la nostra pratica fa bene a tutti, non solo a noi stessi. Queste possono essere alcune delle conseguenze della pratica prolungata e intensiva del Qigong.

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A chi è rivolto

A mio avviso, ci sono pochi altri sistemi che spingono le persone a lavorare sui propri blocchi e sulla propria presenza in modo così efficace come questo. Ecco perché invito chiunque abbia a cuore la propria salute fisica e psicologica a mettersi all’opera, a imparare uno stile di proprio gradimento e ad approfondirlo gradualmente mentre cerca di ottenere questi risultati — e non solo per sentirsi un po’ meglio. Nella mia vita e nella mia esperienza non ho finora incontrato nulla che funzioni meglio e che sia più onnicomprensivo del Qigong — e soprattutto di Zhineng Qigong — allo scopo di potenziare se stessi, guarire se stessi, controllare la propria mente e accedere a capacità “speciali”.